Cronaca della marcia di Agnadello di Domenica 19 Ottobre 2014

Dilegua, o notte! tramontate, stelle!
Tramontate, stelle! All’alba vincerò!
Vincerò! Vincerò! Erano queste le parole che echeggiavano lungo il percorso di Agnadello. Il grande Giuse con il suo cellulare dopava e caricava con la Tourandot di Puccini i partecipanti che condividevano il nostro percorso. Bellissima sensazione! All’alba vincero’, recita la canzone, ma la sensazione e l’aria respirata questa mattina non era carica di agonismo ma di grande spirito di simpatia e amicizia. Alla partenza dopo aver sbrigato le formalità dell’iscrizione partiamo tutti insieme con la graditissima presenza di Gianpaolo, reduce da un infortunio, dell’avatar, alias Luca Sesini, di Paolo, Rudy, Beppe e dagli ormai immancabili Fabio e Roberto. Dopo i primi km io Giuse e Paolo prendiamo qualche metro dagli altri e di fronte a noi sì intravedono due figure note nel nostro gruppo e con nonchalance li superiamo con fare indifferente e ridicolo, come presa in giro: erano Oscar e Matteo. La risata è un obbligo durante le tapasciate. Sul finire mi ritrovo solo con Beppe che grazie alla musica riesce a farmi scoprire quelle sensazioni che la corsa riesce a regalare. L’ascolto del tuo corpo: il respiro, i battiti del cuore e il ritmo dei passi che scandiscono il tempo, come un metronomo. E come scrive Murakami: “Quando corro, semplicemente corro. In teoria nel vuoto. O viceversa, è anche possibile che io corra per raggiungere il vuoto. In quella sospensione spazio-temporale, pensieri ogni volta diversi si insinuano naturalmente nel mio cervello.” La corsa è anche questo.

Marco

Alcune foto della giornata:

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